
Si incontrarono, così come fanno i pianeti nelle traiettorie prestabilite e vincolate dal magnetismo delle masse e dei corpi.
Si studiarono con diffidenza.
Lei, cometa brillante con lo strascico lungo, multicolore, sfavillante.
Lui, grezzo ammasso di materia che sogna di esser stella e brilla solo di luce riflessa.
Lenti, nel loro incedere millenario, si sfiorano con la mente nel vuoto dell’infinito nulla che li circonda…
Giocano come palle su un biliardo rotolando in silenzio.
La coda di lei spinta da un vento solare carezza il volto di lui…
La forza di lui impegnata al massimo per attrarla a sé… di più, di più, di più…
Quasi a toccarsi, quasi a vedersi, quasi a penetrarsi…
Per un attimo sono un corpo solo, una forma lucente visibile da lontano, anni luce…
Un’emissione radio nello spazio ne attesta l’amplesso, un lampo nel buio…
Il buio c’è sempre, basta una piccola luce per farlo indietreggiare…
