mestesso

   boh


giovedì, 31 gennaio 2008
 

E l’uomo scrive, si affanna, farfuglia, prova ed è convinto, s’illude d’amare e mette gli apostrofi.

Si arrampica sui monti e sprofonda negli abissi più bui, nelle avventure più perverse, nella melma fino alla gola, nel marcio e poi risale leggero come un palloncino colorato verso il cielo fino a scoppiare, fino ad immolarsi per un gioco di pressioni naturale che lo inchioda.

Sparge seme nel vizio dell’immortalità, e sangue alla ricerca del perché della morte e latte per vivere e nutrire le speranze che lo muovono come un pupo siciliano sul palco, rigido e truccato sugli occhi e ancor più spesso nel cuore.

E poi, affonda in lenzuola di seta profumate e in un campo di fiori dorme profondo al canto della natura che lo assimila e lo coinvolge nel gorgo del nascere e del morire, senza fine.

Ed ecco un nuovo vagito che rompe l’aria e coinvolge l’anima di chi lo ascolta e due occhi e un sesso e gambe e braccia e linfa che scorre forte e giovane ad alimentare la musica cosmica dell’essere…un nuovo giorno, una nuova vita, un passo in più…

delirato da mestesso | 10:36 | commenti (6)