mestesso

   boh


giovedì, 31 gennaio 2008
 

E l’uomo scrive, si affanna, farfuglia, prova ed è convinto, s’illude d’amare e mette gli apostrofi.

Si arrampica sui monti e sprofonda negli abissi più bui, nelle avventure più perverse, nella melma fino alla gola, nel marcio e poi risale leggero come un palloncino colorato verso il cielo fino a scoppiare, fino ad immolarsi per un gioco di pressioni naturale che lo inchioda.

Sparge seme nel vizio dell’immortalità, e sangue alla ricerca del perché della morte e latte per vivere e nutrire le speranze che lo muovono come un pupo siciliano sul palco, rigido e truccato sugli occhi e ancor più spesso nel cuore.

E poi, affonda in lenzuola di seta profumate e in un campo di fiori dorme profondo al canto della natura che lo assimila e lo coinvolge nel gorgo del nascere e del morire, senza fine.

Ed ecco un nuovo vagito che rompe l’aria e coinvolge l’anima di chi lo ascolta e due occhi e un sesso e gambe e braccia e linfa che scorre forte e giovane ad alimentare la musica cosmica dell’essere…un nuovo giorno, una nuova vita, un passo in più…

delirato da mestesso | 10:36 | commenti (6)


mercoledì, 23 gennaio 2008
 



Scrivere, manifestare, esprimere, parlare, comunicare... un bisogno ?

il sole mi ferisce gli occhi ma non mollo ho voglia di fuoco, di forza e di calore...
il bianco mi avvolge, mi porta lontano dalla crosta dura del cemento, dall'acciao e dai fumi oscuri di questa civiltà...

ho voglia di carezze e di piangerti addosso...
di coccolarti nel sonno che ti droga ogni notte...
di possederti nell'anima come un lucifero perverso...

sento le vene gonfiarsi, pronte alla lotta...
il nemico è di fronte compatto, spietato, invincibile...
finalmente una ragione per vivere e per morire...

l'eco degli scudi si alza altissimo, sfida il sonno degli dei...

perchè continuo a sognare?
inadatto al quotidiano... alla sabbia da mangiare, al rumore del motore lì davanti...
alla cucina riscaldata, alle false maniere, al governo dei giusti, ai pantaloni con le pence,
all'economia su tutto, al sesso a ore, alla fretta e alla pesantezza dei doveri...

ok, ora fingo di produrre qualcosa per il bene comune e della mia famiglia...

delirato da mestesso | 10:33 | commenti (4)


lunedì, 14 gennaio 2008
 

Sei crollata, così come crolla una diga, come una pioggia a scrosci, senza un reale preavviso…

ti ho sentita godere come tu fai, con quei mugolii interni e quei fremiti proprio lì.
Contrazioni a succhio li abbiamo chiamati quegli spasmi d’amore e di vita…

Poi il crolli su di me hai chiuso gli occhi, abbandonato il corpo e iniziato quel mantice di respiro tranquillo che mi inorgoglisce per la fiducia che riservi in me…
Mi sorprende sempre questo fatto voglio dire, che un essere si abbandoni completamente nelle braccia di un altro e abbatta tutte le difese, le riserve, le armi psicologiche e fisiche e si mostri davvero davvero nudo, nel sonno…

Sento il tuo peso che ora è reale, sento la vita che scorre dentro te nonostante la tua assenza, sento la pelle di velluto che mi massaggia nel respiro…
Cerco con manovre calcolate e amore di sfilarmi da sotto senza svegliarti… ci riesco, bofonchi qualcosa, riposizioni meglio braccia e gambe, riprendi a respirare regolare…dormi.

Vado in bagno, orino, mi guardo allo specchio, torno in stanza, la tua borsa è semiaperta… ti rubo un pacchetto di pavesini, mi siedo a contemplarti…

Sei perfetta così.
Tra il bianco delle lenzuola arruffate il rosa della tua pelle risalta, seguo le curve del corpo…

I ricci capelli ribelli anche nel letto, la schiena morbida e disegnata con le vertebre in evidenza tra le bellissime scapole, le colline gonfie delle natiche e quel meraviglioso solco tra loro che nasconde segreti a me noti e dei quali non sono mai sazio, le gambe piegate in un armonica figura con quei piedini profumati che amo leccare.

E così, tra un pavesino e l’altro che si scioglie sulla lingua, nudo, spio il tuo sonno, il corpo, i pensieri che riposano…

Il mondo fuori impegnato nell’inganno quotidiano del finto vivere, le auto passano veloci verso mete a me ignote, tutto scorre e l’irrealtà del reale è chiuso dietro quella porta e quei vetri così fragili, con una carica a tempo, stanno per esplodere… batto le mani … fine.

delirato da mestesso | 07:11 | commenti (8)