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lunedì, 07 aprile 2008
parole...
troppo sommerse dai rumori di fondo...
troppo invalidanti rispetto i pensieri che le figliano...
troppo oscure per illuminare davvero...
troppe parole per dire niente... e niente per esprimere davvero...
venerdì, 21 marzo 2008

Si incontrarono, così come fanno i pianeti nelle traiettorie prestabilite e vincolate dal magnetismo delle masse e dei corpi.
Si studiarono con diffidenza.
Lei, cometa brillante con lo strascico lungo, multicolore, sfavillante.
Lui, grezzo ammasso di materia che sogna di esser stella e brilla solo di luce riflessa.
Lenti, nel loro incedere millenario, si sfiorano con la mente nel vuoto dell’infinito nulla che li circonda…
Giocano come palle su un biliardo rotolando in silenzio.
La coda di lei spinta da un vento solare carezza il volto di lui…
La forza di lui impegnata al massimo per attrarla a sé… di più, di più, di più…
Quasi a toccarsi, quasi a vedersi, quasi a penetrarsi…
Per un attimo sono un corpo solo, una forma lucente visibile da lontano, anni luce…
Un’emissione radio nello spazio ne attesta l’amplesso, un lampo nel buio…
Il buio c’è sempre, basta una piccola luce per farlo indietreggiare…
lunedì, 03 marzo 2008
Spesso piove e fa freddo, ma la relazione tra i sensi e il mondo esterno ha un fragile legame fatto di niente…
Le nuvole sono ricche di acqua e si sciolgono donandosi alla terra così come fanno i corpi alla loro fine…
Gli occhi li usiamo per vedere ma l’interpretazione è relativa al soggetto che li usa…
So di non sapere e spesso mi affanno nel voler conoscere ma ancor più spesso mi adagio nel sentire…
Quanta energia nel sole e nelle stelle, quanti elettroni girano nelle cose che afferriamo e modelliamo…
Abbraccio un albero e capisco quanto è solo, poi scopro che è lui a piangere per me…
La finzione del gioco della vita soffoca come cenere nell’aria e blocca tutti gli accessi, tutti i varchi, tutte le vie…
Spesso sono felice ma so che poi passa, spesso sono triste ma so che poi passa, spesso sono vivo ma so che…
Scrivere, mettere su carta o su schermo un pensiero è come fotografare carbone al buio…
Sto molto bene, ho paura di quanto sto bene… la consapevolezza di non saper più scrivere mi libera da molti vincoli… ora, volendo, potrei farlo liberamente… scombinando le parole e le frasi, sgrammaticando i concetti… insaporendo le stringhe con parolacce o assurde neologie senza senso…
La domanda unica è… perché? Perché sento il cazzo di bisogno di avere un blog?
Di spartire le cazzate che partorisce la mia mente nei rari momenti che riesco a stare da solo?
Qual è la molla che costringe a mostrarmi per quello che in fondo in fondo poi nemmeno sono io?
Cerco sesso? Forse… ma non sarebbe più logico uscire e conoscere potenziali partner nel mondo reale? Cerco amicizie? Forse… ma in una realtà virtuale come si può essere davvero amici senza invadere la sfera privata che comunque più o meno ognuno di noi cerca di salvaguardare?
Cerco di mettermi in mostra per far vedere al mondo intero quanto valgo e quanto sono fico? Forse… ma se questo fosse vero, allora è la testimonianza reale che non valgo proprio un cazzo.
venerdì, 22 febbraio 2008
non sono più io...
ogni esperienza ci trasforma, ci rimodella, ci gratta via qualcosa e ce ne aggiunge altre...
ogni incontro reale o meno riga il nostro volto e lascia un solco nel campo dei ricordi...
ogni scambio ci mette a nudo e spesso fa freddo...
soffia aria calda nei polmoni e massaggia le membra con sapienza...
ci sbatte in faccia la nostra immagine più brutta, quella che non vogliamo vedere...
oppure esalta il nostro valore e appaga i nostri sensi...
non voglio... non voglio più!
giovedì, 31 gennaio 2008
E l’uomo scrive, si affanna, farfuglia, prova ed è convinto, s’illude d’amare e mette gli apostrofi.
Si arrampica sui monti e sprofonda negli abissi più bui, nelle avventure più perverse, nella melma fino alla gola, nel marcio e poi risale leggero come un palloncino colorato verso il cielo fino a scoppiare, fino ad immolarsi per un gioco di pressioni naturale che lo inchioda.
Sparge seme nel vizio dell’immortalità, e sangue alla ricerca del perché della morte e latte per vivere e nutrire le speranze che lo muovono come un pupo siciliano sul palco, rigido e truccato sugli occhi e ancor più spesso nel cuore.
E poi, affonda in lenzuola di seta profumate e in un campo di fiori dorme profondo al canto della natura che lo assimila e lo coinvolge nel gorgo del nascere e del morire, senza fine.
Ed ecco un nuovo vagito che rompe l’aria e coinvolge l’anima di chi lo ascolta e due occhi e un sesso e gambe e braccia e linfa che scorre forte e giovane ad alimentare la musica cosmica dell’essere…un nuovo giorno, una nuova vita, un passo in più…
mercoledì, 23 gennaio 2008

Scrivere, manifestare, esprimere, parlare, comunicare... un bisogno ?
il sole mi ferisce gli occhi ma non mollo ho voglia di fuoco, di forza e di calore...
il bianco mi avvolge, mi porta lontano dalla crosta dura del cemento, dall'acciao e dai fumi oscuri di questa civiltà...
ho voglia di carezze e di piangerti addosso...
di coccolarti nel sonno che ti droga ogni notte...
di possederti nell'anima come un lucifero perverso...
sento le vene gonfiarsi, pronte alla lotta...
il nemico è di fronte compatto, spietato, invincibile...
finalmente una ragione per vivere e per morire...
l'eco degli scudi si alza altissimo, sfida il sonno degli dei...
perchè continuo a sognare?
inadatto al quotidiano... alla sabbia da mangiare, al rumore del motore lì davanti...
alla cucina riscaldata, alle false maniere, al governo dei giusti, ai pantaloni con le pence,
all'economia su tutto, al sesso a ore, alla fretta e alla pesantezza dei doveri...
ok, ora fingo di produrre qualcosa per il bene comune e della mia famiglia...
lunedì, 14 gennaio 2008

Sei crollata, così come crolla una diga, come una pioggia a scrosci, senza un reale preavviso…
ti ho sentita godere come tu fai, con quei mugolii interni e quei fremiti proprio lì.
Contrazioni a succhio li abbiamo chiamati quegli spasmi d’amore e di vita…
Poi il crolli su di me hai chiuso gli occhi, abbandonato il corpo e iniziato quel mantice di respiro tranquillo che mi inorgoglisce per la fiducia che riservi in me…
Mi sorprende sempre questo fatto voglio dire, che un essere si abbandoni completamente nelle braccia di un altro e abbatta tutte le difese, le riserve, le armi psicologiche e fisiche e si mostri davvero davvero nudo, nel sonno…
Sento il tuo peso che ora è reale, sento la vita che scorre dentro te nonostante la tua assenza, sento la pelle di velluto che mi massaggia nel respiro…
Cerco con manovre calcolate e amore di sfilarmi da sotto senza svegliarti… ci riesco, bofonchi qualcosa, riposizioni meglio braccia e gambe, riprendi a respirare regolare…dormi.
Vado in bagno, orino, mi guardo allo specchio, torno in stanza, la tua borsa è semiaperta… ti rubo un pacchetto di pavesini, mi siedo a contemplarti…
Sei perfetta così.
Tra il bianco delle lenzuola arruffate il rosa della tua pelle risalta, seguo le curve del corpo…
I ricci capelli ribelli anche nel letto, la schiena morbida e disegnata con le vertebre in evidenza tra le bellissime scapole, le colline gonfie delle natiche e quel meraviglioso solco tra loro che nasconde segreti a me noti e dei quali non sono mai sazio, le gambe piegate in un armonica figura con quei piedini profumati che amo leccare.
E così, tra un pavesino e l’altro che si scioglie sulla lingua, nudo, spio il tuo sonno, il corpo, i pensieri che riposano…
Il mondo fuori impegnato nell’inganno quotidiano del finto vivere, le auto passano veloci verso mete a me ignote, tutto scorre e l’irrealtà del reale è chiuso dietro quella porta e quei vetri così fragili, con una carica a tempo, stanno per esplodere… batto le mani … fine.
venerdì, 21 dicembre 2007
Quanto aspettiamo ciò che ci illudiamo di trovare...
diamo forma e sostanza alle cose e alle persone,
le trasfiguriamo come argilla
ci inganniamo sulle parti che non corrispondono al modello
truffiamo noi stessi nel mostrare l'evidenza che non esiste...
e ci tuffiamo nel mare di sogni che noi stessi abbiamo creato
nuotiamo, galleggiamo, ci lasciamo andare a fondo per la via più breve
felici persino di annegare e di mostrare al mondo la nostra abnegazione
in nome dell'amore e dell'illusione.
mercoledì, 19 dicembre 2007
di quante speranze ci nutriamo...
come gettoni nella slot machine alla ricerca di un jackpot...
come narici che inalano il bianco mortale...
come il cavo delle mani in attesa del cuore giusto...
e di speranza in speranza a cavallo di illusioni cavalchiamo le onde con l'invisibile surf dei desideri inespressi...
finchè la nebbia ci avvolge e il tremore delle mani aumenta e la folle paura del vivere ci assale e ci rende duri al domani...
delirio come al solito, l'uso del quotidiano mi uccide...
domani è domani disse l'uomo di ieri...
poche ore e vado a dormire...
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